Il corso carnevalesco

Ammirato da una folla immensa che conta annualmente circa il milione di spettatori, il Carnevale di Nizza offre la magia di tre settimane all’insegna del divertimento mascherato. Culla del carnevale in terra di Francia, Nizza accoglie il primo corso carnevalesco durante il XIII secolo e da allora la città è divenuta un vero e proprio punto di riferimento per le parate mascherate di tutto il mondo.

Nel particolare, la strutturazione di una parata mascherata che si avvalesse anche di un corso carnevalesco risale alla fine del XIX secolo; già nel 1830 la città dela Costa Azzurra aveva inscenato il memorabile corteo, il primo, in onore di Maria Cristina e di Carlo Felice, sovrani del Regno di Sardegna e Piemonte, ma è proprio nel 1873 che verrà sancita l’entrata del carnevale nizzardo nell’età moderna. Percorrendo la storia del corso carnevalesco, il giorno 14 febbraio del 1882 si rivela essere una data importante, in quanto farà la comparsa, sul carro reale, un personaggio davvero peculiare nella storia delle maschere: si tratta di Triboulet, un fantoccio realizzato in paglia, e stracci, che ancora viene riportato in molti carri. L’apice di popolarità del corso carnevalesco arriverà nel periodo della cosiddetta Belle Epoque; ciononostante, nel 1924 Nizza accoglierà proprio in quel periodo Carlo d’Angiò, duca di Provenza, venuto proprio per unirsi ai festeggiamenti.

Come vuole la tradizione, il corso carnevalesco ha luogo nel periodo che precede la Quaresima e termina con il celebre Martedì Grasso; il venerdì che precede l’inizio del Carnevale, Re Carnevale si reca in piazza per annunciare con giubilo l’inizio della festa e si impossessa delle chiavi della città. Da quel giorno, per quindici giorni, Nizza si colora della musica di influenza brasiliana e dei ritmi caraibici provenienti dai circa venti carri che compongono il corso carnevalesco e che transitano giorno e notte tra Place Massèna e la Promenade des Anglais. Si tratta di carri allegorici, che mettono in mostra il lato ironico della vita, che denunciano eventi politici o situazioni sociali e che invitano alla riflessione, tra uno sberleffo e una risata. Ma il fiore all’occhiello del Carnevale di Nizza, tra l’altro gemellato con quello di Norimberga, è senza dubbio la rinomata Battaglia dei Fiori: ideata nel lontano 1876 dalla mente di Alphonse Karr, artista amante delle composizioni floreali, il quale desiderava realizzare uno spettacolo che vedesse i partecipanti gettarsi l’un l’altro fiori profumati, oggi la parata, che si differenzia dal classico corso carnevalesco per il suo lato nettamente poetico, vede uomini e donne, posti sui carri, che lanciano fiori agli spettatori, accompagnati dalla musica di artisti di strada o di gruppi musicali che trovano posto proprio tra i carri che transitano in riva al mare. I fiori lanciati, circa centomila, sono per lo più gigli, mimose, margherite e dalile, fiori tipici della Costa Azzurra ai quali si vuol rendere omaggio.

La parata del Carnevale di Nizza termina, come di consueto con il rogo sul quale viene fatto bruciare Re Carnevale; l’evento ha luogo solitamente in mare o sulla riva e il tutto viene sugellato da scoppiettanti fuochi d’artificio, con i quali Nizza saluta i suoi spettatori per dar loro appuntamento al prossimo carnevale.